RIFLESSIONI DI NATALE tra smog, giornali e ponti
«Es ist nicht genug, zu wissen: man muss auch anwenden; es ist nicht genug zu wollen: man muss auch tun»
«Non basta sapere-serve applicare, non basta volere-serve fare»
J.W.v.Goethe
(tratto da “Aktiv für gute Luft”, opuscolo edito dalla Provincia Autonoma di Bolzano, allegato a Bolzano Notizie)
TRAFFICO
Le frasi d’autore … uno strumento discutibile ma efficace, molto alla moda. Mi ha stupito trovare lo stesso riferimento al Dante tedesco sul sito di un’azienda di Appiano. Colpa dell’uso diffuso della psicologia, nel mondo del lavoro come nella propaganda? Oppure si tratta di una semplice coincidenza? A voi l’ardua sentenza. Certo è che a molti sarà andata di traverso.
Chissa quanti bolzanini, stamane, hanno imprecato contro sindaco (?), UE, Durni (?) e Silvio, augurandone ogni sventura. Provare a spiegare che essi non c’entrano, che è un provvedimento per la tutela della salute, che Frick, Laimer, Widmann e Theiner portano avanti la Missione Aria Pulita (alla 007?), che non è un diktat della SVP, dei comunisti o di quant’altri, che il blocco totale si potrà ripetere perché a Bolzano le PM10 sono perennemente oltre i limiti, è impresa ardua se non pericolosa. Anche i destrorsi (politicamente) dicono che «È una dittatura, perché non bloccano l’estrazione del petrolio?». Paradossi sudtirolesi.
Ed ecco, per un giorno, Bozen=Neapel, un’insolita Bolzano calarsi nelle vesti della città partenopea. Ogni sorta di sotterfugio è lecito. Si sfrutta in particolare l’esenzione dal blocco per il cosiddetto Car Pooling, una macchina per tre. Magia. Il bolzanino ligio al dovere si trasforma. Si osservano automobilisti con a bordo un passeggero seduto dietro, per ingannare visivamente i vigili. Quest’ultimi sono posizionati per lo più all’entrata della città, al cui interno, quindi, vige anarchia totale. Un giro di telefonate basta per schivare i controlli. I bolzanini più fortunati hanno parenti al seguito (per un giorno con i nonni al lavoro… una soluzione alla solitudine degli anziani), abitano in via Fago o hanno comprato un Euro4 (i più ricchi?), i meno fortunati, invece, sono costretti a inventarsi scuse del tipo "ne vado a prendere altri due… stanno in Via Ortles". Non escluderei che a qualcuno sia balenata l’idea dei passaggeri manichini o dei bambini in culla che si rivelano bambolotti (a Natale, sotto l’ albero, non manca mai Cicciobello).
Infine vi sono quei pochi, sfigatissimi (scusate il termine) bolzanini che si recano al lavoro ad Appiano o a Settequerce, località situate a pochissimi km dalla città ma assolutamente non servite dai mezzi pubblici. Neanche il Car Pooling corre in loro soccorso [per chi non lo sapesse sul sito del Consorzio dei comuni vi è uno spazio a riguardo]. Soluzione: svegliarsi alle 6 e rimanere per un’ora in azienda, soli e soletti. Gli orari non perdonano; coprifuoco alla 7, neanche il tempo di fare colazione. Costringere il bolzanino medio alla dieta è un atto deprecabile, dirà qualcuno!
Premesso: sono un convinto sostenitore dei divieti anti-smog (ma non delle targhe alterne).
Credo però che tali restrizioni siano invise dalla maggioranza della popolazione, che vede in esse una privazione della libertà (di inquinare). Non sempre a torto. Qualcuno si ricorderà di quel bolzanino sfigatissimo (scusatemi) che lavora ad Appiano? E di quell’altro che non si può permettere un’auto nuova? Se ci sarà il blocco in una giornata lavorativa vera e propria? Non oso pensare cosa accadrà. Far slittare di un’ora l’inizio del blocco e cominciare a pensare ad una forma di incapsulamento dell’A22 potrebbero essere ottimi punti di partenza.
GIORNALI
L’informazione (tanto per cambiare) è stata insufficiente. Il quotidiano "Alto Adige" è sparito per quatto giorni [con giustificazione] lasciando in preda al panico (e alla convulsioni) gli assetati di notizie natalizie. Darsi ad improbabili performance linguistiche leggendo il Dolomiten era l’alternativa… e il Bolzano Notizie? Il bollettino d’informazione del Comune finisce nel bidone condominiale, come il Das Land Südtirol (con indirizzo), la Vetta d’Italia (con indirizzo) e il giornale della CGIL (con indirizzo). Che i bolzanini siano stufi della politica? Sfiducia nelle istituzioni come nelle rappresentanze politico-sindacali? Sono diventati anarchici pure i fascisti? Il “test del bidone” (bella idea) produce nella mia mente un sonoro -Mah…-
PONTE DRUSO
Nella giornata campale mi sono ritrovato a percorrere in bici le rampe di Ponte Druso.
La ristrutturazione è stata ben fatta; dal punto di vista architettonico è quasi impeccabile, non lo è dal punto di vista dell’illuminazione (cosa che avevo già riscontrato).
Quello che ho notato oggi è l’assenza di un cartello che ne indichi la denominazione (pure alla fermata del bus non v’è traccia). Capisco che le aquile ricordavano troppo il buio Ventennio, capisco che il ponte ha tuttora un alto significato simbolico, capisco che questo non è un problema primario per la città, ma continuo a non capire l’assoluto anonimato. Un nome così offensivo?

Perché non pensare al rilancio ?
Attribuire alla struttura un significato di riconciliazione: il ponte per unire, non per dividere. Prima di insediarsi in viale Druso 1, l’Eurac aveva il simbolo di un ponte. Non lo ha mantenuto. Sarebbe stato un binomio perfetto: il ponte che unisce le due sponde del Talvera [la parte storica e architettonicamente “tedesca” con quella nuova e “italiana”, una metafora della Convivenza in Alto Adige] con l’Accademia dallo spirito europeista. Ma gli interessi politici hanno fatto l’ennesima vittima. - foto © Vajolet [ il blog della Rosa Bianca - Weiße Rose Blog ]
Buone Feste da Valentin[o]
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