Toponomastik & politica ³
«Als junger Student habe ich einmal mit Freunden den Schwarzenstein in den Zillertaler Alpen von Süden aus bestiegen. Von Bruneck kommend, im Ahrntal, haben wir einen alten Bauern gefragt, ob das Wetter halten werde. Er hat gemeint, es sei etwas föhnig, in Südtirol regne es zwar, aber im Ahrntal werde es wohl noch einen Tag halten. Ich stellte verwundert die Frage, ob denn das Ahrntal nicht auch Südtirol wäre. Ja, meinte er, aber eigentlich sei Südtirol erst die Gegend um Bozen und südlich davon. So habe er es in der Schule gelernt.
Unser Ahrntaler Bauer war offensichtlich noch vor dem Ersten Weltkrieg in die Schule gegangen. Damals war "Südtirol" noch kein fester verwaltungsmässiger Begriff, sondern eher ein Namen für eine Landschatt und da auch mit unterschiedlichem Inhalt. In der Zeit zwischen 1809 und 1814 war Tirol durch Napoleon zweigeteilt: in Südbayern und das Department Oberetsch. Die Grenze zwischen diesen Teilen Tirols verlief nördlich von Bozen, auf der Linie Gargazon-Kollmann. Nach 1814 war Tirol wieder eine Einheit und der Name "Südtirol" wurde teilweise für die Landschatt südlich von Bozen verwendet; teilweise aber auch
nur für den italienischsprachigen Teil Tirols mit den Städten Trient, Rovereto und Riva. Auf administrativer Ebene galten Deutsch-Tirol für das gesamte deutsche Tirol und Welsch-Tirol/Tirolo italiano für den italienischen Teil Tirols. In der Reiseliteratur des späten 19. Jahrhunderts taucht auch die Bezeichnung Südtirol für die Landschatt südlich des Brenners und auch Nordtirol auf. Offensichtlich fand man schon damals den Namen "Südtirol" als besonders werbeträchtig.
Nach der Abtrennung des südlichen Teiles von Tirol nach dem Ersten Weltkrieg hat das faschistische Italien jede namentliche Verbindung zu Tirol verboten. Die Kunstnamen des extremen Nationalisten Ettore Tolomei aus Rovereto setzten sich durch. Als eigene Provinz hiess Südtirol Oberetsch/Alto Adige. Bis zum 2. Autonomiestatut war der Name Südtirol auf allen öffentlichen Urkunden verboten. Nach der Föderalismusreform des Jahres 2001 heisst die Region offiziell Trentino-Alto Adige/Südtirol. Damit gibt es den Namen Südtirol eigentlich nur im Zusammenhang mit der Region. Amtlich wird aber die Bezeichnung "Autonome Provinz Bozen-Südtirol/Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige" verwendet. Diese Bezeichnung ist semantisch unkorrekt und enthalt mit Alto Adige noch einen alten faschistischen Beigeschmack. Nachdem es in Südtirol einen Landtag, eine Landesregierung und einen Landeshauptmann gibt, wäre die Bezeichnung "Land Südtirol" im Deutschen entsprechend. Die amtliche Nomenklatur müsste dann heissen: "Land Südtirol/Provincia autonoma di Bolzano". Als Kurzform wäre dann einfach "Südtirol", oder im Italienischen "Sudtirolo" richtig. Warum sind sol che einfache Dinge so schwer?»
WENDELIN WEINGARTNER, già Landeshauptmann del Land Tirol
[Pubblicato dal “Sonntagsmagazin für Sud- Nord- u. Osttirol”(allegato a “Zett”), Domenica 26 Febbraio 2006, pag.8]
La toponomastica altoatesina non può essere raffrontata con quella della Valle d’Aosta o della Catalogna. Tornare indietro di 60 anni per cancellare con il primo [pseudo]statuto d’autonomia i toponimi introdotti da Tolomei (come si fece nella Vallèe d’Aoste), non è possibile, purtroppo. Fare lo stesso oggi è pure impossibile; 60 anni sono passati, TROPPI per evitare che queste brutture tolomeiane venissero assimilate dalla locale popolazione di lingua italiana, dai turisti, dai vicini trentino-bellunesi. Il punto centrale del problema è però un altro: perchè cancellare la bi/trilinguità, così bella, così europea, così invidiata? Molti ci invidiano per la nostra Autonomia, anche per l'aspetto del bi/trilinguismo della toponomastica! In Alsazia - Elsass [vi consiglio un viaggio in questa splendida regione della Francia], per fare l’esempio di una realtà per certi versi simile al Südtirol, il bilinguismo non esiste, non essendoci infatti una volontà autonomistica nazionale. Ma il disagio, quello c’è, vissuto con dignità dagli alsaziani che conservano le origini tedesche (il 60% della popolazione). Essi si accontenterebbero del riconoscimento-parificazione dei propri toponimi; non chiederebbero la cancellazione di quelli francesi, che storicamente hanno pari diritti, seppure essi siano frutto di un'imposizione. Anche in Alto Adige questo (triste?) “storicamente” non va assolutamente trascurato; non si tratta di rivisitare la fosca figura di Tolomei e il suo lavoro che aveva poco di storico, bensì di mantenere una prerogativa della Provincia, che nel bene e nel male si è venuta a creare. La nostra Heimat è popolata da tre gruppi linguistici con pari diritti linguistici. La ricchezza culturale del Südtirol-Alto Adige sta tutta in questo frase.
Da noi, però, la storia c’entra poco. È la politica che detta legge. Cancellare i nomi italiano-tolomeici inutilizzati o fantasiosi (microtoponomastica: piccoli corsi d’acqua, boschi, masi, cime sconosciute ecc.) è condivisibile. Cancellare quelli di gruppi montuosi, vallate, paesi, frazioni (a prescindere dal numero di abitanti) e soprattutto di vie (la SVP vorrebbe dare la competenza ai Comuni: Cortaccia si potrà sbizzarrire…via Friedhof!) è quantomeno discutibile. Come la mettiamo per le valli ladine? Seguendo il ragionamento della "Legge Durnwalder" in materia, solo la toponomastica ladina è legittima, storicamente. Peccato che la lingua ladina non sia compresa da nessuno, tantomeno dai sudtirolesi. La Volkspartei accetterebbe l'affronto ladino?
E poi, per concludere, NON ci sono toponimi storicamente giusti, da imporre in assoluto sugli altri. Il principio “un nome e basta” è riduttivo anche per i nomi propri. I soprannomi che cosa sono? Non sono più simpatici e talvolta più belli del nome stesso*? Tradurre un nome in un’altra lingua è per forza un vilipendio?
[*]Frassineto, frazione del Comune di Meltina-Mölten, in tedesco è Verschneid, ovvero...castrato, tagliato.
Etichette: Toponomastika
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La toponomastica del Südtirol non si può confrontare con altri paesi o località, perché i fascisti con il loro Tolomei che ha tradotto tutti i nomi del nostro paese, ha preso in giro tutti i tre gruppi linguistici.
E se si pensa solo un attimo, già da 60 anni i nomi inventati sono quelli ufficiali, e i nomi storicamente giusti sono SOLO TOLLERATI!!!!!!! Ma dove siamo, i politici si devono dare una spinta ed eliminare questi 60 anni di bugie sui nomi. NON E’ TROPPO TARDI per fare che i nomi storicamente giusti vengono introdotti come nomi ufficiali!
Tutti siamo persone intelligenti e possiamo imparare, e sono del opinione che la locale popolazione di lingua italiana, i turisti e i vicini trentino-bellunesi sono di un uguale intelligenza!!!!
Tu dici che è giusto che tutti dei tre gruppi linguistici hanno i loro nomi, ti do ragione, ma solo se per i tre gruppi linguistici esistono nomi storicamente coretti, e non i nomi inventato del fascista Tolomei!
Quando usate i nomi nelle situazioni quotidiane, pensate un attimo che nomi usate!!!
Ogni volta che usate i nomi inventati di Tolomei, date ragione ai FASCISTI e tradite la vostra patria Südtirol, per questo usate i nomi storicamente giusti!!!
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