31 marzo 2006

Schutzmachtpolitik & Selbstbestimmung

«Mir ist Italien und Europa zu wichtig, um es von der Unterstützung der Kommunisten abhängen zu lassen. Wir brauchen eine starke Mitte-Rechts-Koalition in Italien. Alles Gute, lieber Silvio!»
Kongress der Europäischen Volkspartei (EVP) am 30-31. März in Rom.
Österreichischer Bundeskanzler und EU-Ratpräsident
Wolfgang Schüssel (ÖVP)
«Österreich mischt sich nicht in die Wahlauseinandersetzung in anderen Ländern ein. Die Wahlen in Italien werden von den Italienerinnen und Italienern entschieden.»
Österreichischer Bundespräsident
Heinz Fischer (SPÖ)
Für SPÖ-Südtirolsprecher Erwin Niederwieser kommt Schüssels Vorgehen einem "Verrat an Österreichs Schutzmachtpolitik für Südtirol" gleich. Der Kanzler falle der Südtiroler Volkspartei (SVP) in den Rücken, die "aus guten Gründen" ein Bündnis mit den Parteien rund um Herausforderer Romano Prodi eingegangen sei.

Liebe österreichischen Freundinnen und Freunde!
Einfach auf video.google.com nach "blu notte berlusconi" suchen. Da finden Sie 2 reportagen (eine davon wurde zensiert) über Berlusconi und die Mafia. Tschüß. Valentin[o]
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Se vi ricordate, anche sul tema del diritto all'autodeterminazione della minoranza sudtirolese e ladina [richiamato dalla celeberrima petizione, voluta dagli Schützen e firmata da 113 sindaci e vicesindaci, che faceva chiaro riferimento alla funzione dell'Austria quale potenza tutrice dell'Autonomia] si aprì un aspro confronto, da me [in parte] non condiviso, per lo stampo isterico con cui fu condotto il dibattito.
Blog informale di Silvano Bassetti: "Sangue e suolo" [ vedi ]
e successivo "Cul de sac" [ vedi ]
In un post precedente scrissi: [
1], [2].

26 Maggio 2006
"La notizia è rimbalzata ieri da Vienna. I partiti austriaci hanno tro­vato l'accordo per inserire la tutela della minoranza altoatesina all'interno della nuova costituzione. Popolari e socialdemocatrici hanno elaborato un testo con­diviso che con ogni probabilità sarà quel­lo approvato, visto che i due partiti pos­sono contare sulla maggioranza di due terzi prevista per far passare la modifi­ca. Nel testo non si parla esplicitamente di «Schutzmacht», ovvero di «potenza tu­trice», ma si sottolinea comunque la «Schutzfunktion», la funzione di tutela, delle maggioranze presenti anche al di fuori del Paese. «Il consenso - afferma Er­win Niederwieser, responsabile della questione altroatesina all'interno della Spö - c'era già da un po', ma abbiamo vo­luto aspettare con l'annuncio per non in­fluenzare le elezioni in Italia». Soddisfatissimo anche Andreas Khol: «Non ho mai avuto dubbi sulla posizione dei socialdemocratici», la presa di posizione del presidente del parlamento austriaco. In Alto Adige, le reazioni non si sono fatte attendere: «Non potrebbero farci un regalo più grande», il commento entusiasta di Luis Durnwalder. Secondo il presidente della Provincia non si rischia­no incidenti diplomatici: «Questa clauso­la non c'entra con l'Italia». L'Obmann Elmar Pichler Rolle ringrazia Khol: «Ha agito con grande saggezza. Sono conten­to che i partiti austriaci trovino sempre una posizione comune quando si tratta dell'Alto Adige». In realtà, tanto comune la posizione non è, visto che i Verdi han­no molto criticato la proposta di Övp e Spö («è assurdo parlare di funzione di tu­tela dell'Alto Adige quando in Austria non si riconoscono i diritti della minoranza ­slovena»). Critiche anche dai partiti italiani. Christian Tommasini, segretario dei Ds: «Riteniamo inopportuno inserire questo passaggio all'interno della costituzione. Siamo in Europa, e comunque c'è già la costituzione italiana che salvaguarda le minoranze.»"
[Pubblicato dal Quotidiano “Alto Adige”, Mercoledì 26 Aprile 2006, pag.18]

E intanto il Senatore a vita Francesco Cossiga presenta la
"sua" autodeterminazione...
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Un interessantissimo blog sulla Selbstbestimmung e sulla necessità di ripensare l'Autonomia del Südtirol è quello realizzato recentemente da pérvasion [presente da tempo con questo nick in svariati blog e forum della provincia quali ff, Svp ecc.]. Ho inserito il link permanente perchè ho trovato in esso la novità che mi aspettavo.
In "Brennerbasisdemokratie." si presenta l'esempio catalano, particolarmente riuscito [ma spesso contestato, in Spagna come in Europa], che pérvasion vorrebbe fosse adattato alla nostra realtà, non senza rivedere l'attuale assetto politico [Südtiroler Volkspartei, ma anche una fisionomia nuova per i Linksdemokraten/Democratici di Sinistra]. Il sito è http://www.selbstbestimmung.net/

5 comentars | 5 Kommentare | 5 commenti

Anonymous Anonimo · 16/04/06, 23:11

Solo oggi scopro il tuo blog e... noto un grande impegno da parte tua. Condivido quasi tutto ciò che scrivi e ti faccio i miei migliori auguri per il proseguimento. Potrai contare su di me come attento e assiduo lettore. E forse (insieme? ma comunque lavorando per la »stessa« idea...) riusciremo a cambiare un pò in meglio la nostra terra. Ho inserito questa pagina tra i link del mio blog, perché ne è un ottimo complemento, un altro punto di vista con un occhio simile.

Un appunto: Non è mia intenzione applicare al Sudtirolo né il modello catalano, né quello svizzero (ho vissuto nella confederazione per anni). Mi limito a farli conoscere in quanto spunti per lo sviluppo di un nuovo organico modello sudtirolese.

Un saluto e... in bocca al lupo!

pérvasion.

 
Anonymous Anonimo · 17/04/06, 10:59

Crepi il lupo!
Grazie, molte grazie.
Sono lusingato dalla tue parole. Anch'io mi auguro una proficua collaborazione tra Brennerbasisdemokratie. e Vajolet [Weisse Rose], tra pérvasion e Valentin[o], due visioni simili ma diverse della nostra realtà, con il denominatore comune di un sogno di rinnovamento per il Sudtirolo.
Allora... alla prossima!

Con grande stima

Valentino, Bozen-Bolzano

 
Blogger Valentin[o] · 03/06/06, 21:21

Disegno di legge costituzionale del Sen. Francesco Cossiga - Richiesta di referendum per l’autodeterminazione dell’Alto Adige

"Al popolo del Land Südtyrol (!)-Provincia Autonoma di Bolzano è riconosciuto il diritto di autodeterminazione. Al referendum avranno il diritto di partecipare i cittadini elettori del Consiglio provinciale, i cittadini di lingua tedesca e ladina lì nati o i loro figli». Quattro i quesiti proposti: «1. Volete che il Land Südtyrol - Provincia Autonoma di Bolzano continui a far parte della Repubblica Italiana? 2. Volete che esso si costituisca in Stato indipendente, libero e sovrano? 3. Volete che esso chieda l'annessione da parte della Repubblica d'Austria? 4. Volete che esso chieda l'annessione da parte della Repubblica Federale di Germania?». Qualora nessuno dei quesiti ottenga il 50% più uno dei votanti «si procederà a una nuova votazione tra i due quesiti che abbiamo ottenuto il maggiore numero di voti». E a quel punto il quesito che prende più voti passa. Inoltre, ove passasse il referendum, «le unità delle Forze Armate della Repubblica Italiana e del Corpo della Guardia di Finanza lasceranno entro 48 ore il territorio. Le unità, i comandi e gli uffici dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato continueranno a svolgere i loro compiti e ad esercitare le loro funzioni di polizia amministrativa, di polizia di sicurezza e di polizia giudiziaria alle dipendenze funzionali della giunta provinciale e dell'autorità giudiziaria competente".

(pubblicato dal Quotidiano "Alto Adige", 25.05.2006, pag.17)

 
Blogger Valentin[o] · 03/06/06, 21:27

Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, in una lettera a Elmar Pichler Rolle, Obmann della Svp ed a Luis Durnwalder, presidente del Landesregierung-Giunta Provinciale del Land Südtirol-Provincia di Bolzano, scrive:

"Ti invio il disegno di legge costituzionale per il riconoscimento del diritto di autodeterminazione al Land Sudtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano da me presentato in Senato, con la certezza, che secondo la vostra antica tradizione di fedeltà alla Nazione germanica, nella specificità tedesca o austriaca, a vostra scelta, lo facciate proprio ed operiate perché il governo e il Parlamento italiano riconoscano al popolo sud-tirolese quel diritto di autodeterminazione che voi e i vostri fratelli, anche sfidando la morte e il carcere avete sempre rivendicato, conservando nel vostro cuore l'antica fedeltà alla cultura, alla lingua e alle tradizioni della Nazione germanica".

 
Blogger Valentin[o] · 03/06/06, 21:46

In Alto Adige non torno più
di Francesco Cossiga

«Cari Direttori, scrivo a voi responsabili dei quotidiani che si rivolgono alle due maggiori comunità del Sudtirolo-Alto Adige: quella nazionale germanica, tedesca od austriaca lasciamolo decidere agli storici ed agli antropologi culturali, e quella italiana. Vi scrivo con profonda amarezza perché dopo quasi 50 anni l'atteggiamento dei cittadini della vostra regione è nei miei confronti profondamente cambiato: dalla pesante anche se imbarazzata e stizzosa ironia degli esponenti della comunità germanica, in particolare il Landeshauptmann del Tirolo del Sud e l'Obmann della Südtyrolervolkspartei, e della comunità italiana, in particolare il fascista veteronazionalista onorevole Presso, che si è infiltrato nelle file dell'europeista La Margherita. Non era né uno "scherzo" né una "provocazione" l'azione da me svolta a livello di Direttivo del Gruppo Parlamentare Democratico Cristiano della Camera dei Deputati nel 1965, e con successo, per bloccare l'iniziativa dell'allora Ministro dell'Interno, volta a far approvare dal Parlamento, dopo gli attentati ed i "fuochi" contro le forze di sicurezza dello Stato, con morti e feriti d'ambo le parti, a favore del diritto d'autodeterminazione in Alto Adige, una legge in forza della quale con decreto del Ministro dell'Interno si potessero privare della cittadinanza italiana riacquistata con le "riopzioni" da parte dei cittadini che avevano optato per la Germania nazista, non per l'Austria, invasa, occupata ed annessa al Reich germanico, dopo che i nazisti austriaci avevano assassinato in Cancelliere austriaco Dollfuss, nazional-popolare ed amico dell'Italia e le sue truppe di sicurezza. Non fu considerato né uno "scherzo" né una "provocazione" che io sottosegretario di Stato alla Difesa, il 2 giugno mi facessi latore all'allora Landeshautpmann Silvius Magnano in occasione della Festa della Repubblica del 2 giungo 1966 la copia dei primi decreti di grazia dei terroristi altoatesini, né che invitassi per la prima volta, e l'invito fu accolto, il Landeshauptmann ad una cena in mio onore offerta dal Comandante del Corpo d'Armata Alpino, in Bolzano, nel quale con meraviglia e commozione del tedesco (o austriaco, come preferisce Durnwalder!) Silvius Magnano io pronunziai una saluto al suo indirizzo ed un brindisi in lingua italiana ed in lingua tedesca (o se Durnwalder preferisce! in austriaco). Fui io che invitai, ed egli accettò e fu presente con tutta la Giunta Provinciale, e non fu considerato né uno "scherzo" né una "provocazione", al mio fianco, alla sfilata militare del 2 giugno dove io volli che per primo sfilasse il Battaglione Alpini Bolzano, composto di alpini altoatesini di lingua tedesca o austriaca, come preferisce Durnwalder! Al suono della Prinz Eugen Marsch, e volli che la sfilata fosse illustrata da un ufficiale di complemento sudtirolese degli alpini in lingua italiana ed anche in lingua tedesca o, se Durnwalder preferisce! in austriaco. Non fu considerato né uno "scherzo" né una "provocazione" che io, da presidente del consiglio dei ministri, in materia di decreti di applicazione degli accordi e delle norme del nuovo Statuto in materia di sanità, dessi torto alla Commissione Paritetica e ragione a Landesregierung. E non fu considerato né uno "scherzo" né una "provocazione" che io facessi una visita ufficiale a Bolzano e parlassi al Landtag in italiano, in ladino ed in tedesco o austriaco, come preferisce Durnwalder! Ho presentato il disegno di legge costituzionale per riconoscere il diritto di autodeterminazione al popolo sudtirolese e per renderne pratico l'esercizio perché io da sardo del Regno di Sardegna sono per l'unità della Nazione Italiana, ma contro il nazionalismo filofascista all'on. Bresso: un mio avo, giovane tenente della Brigata Cremona, è stato per questo fatto fucilare dal regime dei Savoia a Chambery; e due miei zii caddero sul fronte del Monte Asolone, uno ufficiale della Brigata Sassari ed uno ufficiale del IX Reparto d'Assalto, oggi considerato la gloria del Reggimento dei Commandos dell'Esercito "Col Moschin" e furono decorati di medaglia d'oro al valore militare, mentre negli stessi giorni dall'altra parte cadeva un loro giovane congiunto, ufficiale dei Gebirgsjäger bavaresi, tedeschi, e mi dispiace per Durnwalder, non austriaci. Essere io italiano mi porta a rispettare la Nazionalità degli altri, a differenza del fascio-nazionalista onorevole Bresso, o di famiglia immigrata da qualche regione nel quadro della politica snazionalizzatrice del regime fascista, o erede della originaria minoranza italiana del Tirolo del Sud o del Trentino, e quindi di qualche Kaiserjäger o Schützen dell'I.e R. Esercito Austro-Ungarico che, come il fratello di Alcide De Gasperi, Augusto, colonnello, che fu insignito della medaglia d'oro al valore austriaca. Comunque comprendo benissimo come Durnwalder, che ha le responsabilità del benessere della popolazione di lingua tedesca, o come lui preferisce, austriaca, possa preferire i "soldoni" di Roma ad una astratta "causa della Nazionalità", perché non credo che né Berlino né Vienna sarebbero disposti a dare a Bolzano i soldoni che gli dà Roma". E gli "ideali" sono "ideali", la memoria di Francesco Giuseppe e del Beato Carlo d'Asburgo sono una cosa, ma i soldoni italiani sono un'altra cosa, assai più interessante, anche per Durnwalder e C. Comunque io non voglio turbare la pace della Südtirolervolkspartei e del suo Obmann né i sogni dell' "austriaco per gli ideali" e "fedele cittadino dello Stato italiano per i soldoni" Durnwalder, né del fascio-nazionalista-margheritino onorevole Bressa ed oggi stesso ritiro il disegno di legge costituzionale da me presentato. E poiché non voglio che né uno "scherzo" né una "provocazione" venga considerata, con pericolo per la mia incolumità personale, la mia abitudine di passare le mie vacanze estive nel Sudtirolo, non ci metterò più piede, a cominciare da subito, rinunciando così con grande dolore a recarmi a Dobbiaco, dove sabato prossimo avrei dovuto fare da teste alla cara figlia, da me conosciuta da bambina di una famiglia sudtirolese (di nazionalità tedesca per me, austriaca per Durnwalder!), da lunghissimo tempo mia amica. Con cordiali saluti e "Lebe hoch Südtyrol!"» Francesco Cossiga

(pubblicato dal Quotidiano "Alto Adige", 26.05.2006, pag.12)

 

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