17 marzo 2006

Un sogno urbanistico chiamato Bolzano

«Con gli occhi di un bambino ho visto crescere una città, dal suo interno.
Nato in un quartiere che più periferico non potrebbe essere [Maso della Pieve], in giovanissima età ho avuto la fortuna [dirà qualcuno] di trasferirmi in Lidi migliori. Veri e propri.
Quell’area incassata tra Via Roma e Viale Druso, però, pochi se la ricordano nel suo aspetto originale. La “periferia”, fino a soli 12 anni fa, cominciava lì. Lo stadio Druso era ancora disastrato, con quella rampa d’accesso [da Via Napoli] che più assurda e pericolosa non poteva essere; l’attuale Eurac era dimora di famiglie nomadi, come vari altri punti di Viale Trieste. Davanti a quella scuola dove ora scoprono grammi di amianto, sino a sette anni fa c’era un cortile asfaltato che sembrava la piazza di una caserma. Dove ora si pedala, alla confluenza del Talvera con l’Isarco c’erano sterpaglie e sporcizia. Punti di ritrovo delle persone più sfortunate sono ora spazi ricreativi per tutta la cittadinanza. Ho visto erigere il ponte Alexander Langer, ristrutturare scuole al quale furono aggiunte palestre di lusso o poco meno, ho visto, sempre all’ombra degli alberi di Viale Trieste, la nascita di parcheggi più razionali e pianificati, di ciclabili pulite ed illuminate, di una nuova ed efficiente piscina coperta; e quel Lido tanto odiato per la piaga dei posti macchina, ora è un irrinunciabile “moderno” polmone verde, che attende solo di essere utilizzato ancora meglio.
Ma, allora, bastava buttare fuori gli occhi per un istante, per rendersi conto che Bolzano stava cambiando. Stretta tra le Dolomiti e la Mendola, è riuscita per sua fortuna a non distruggere tutto ciò che le stava intorno. Non si volle proseguire con l’urbanizzazione forzata delle compagne. Per fortuna, Bolzano ha preferito riempire sé stessa, con nuovi servizi che ora sembrano quasi ovvi. Momenti della storia cittadina che per molti di voi saranno sembrati obbligati, risultato del “al passo coi tempi”. Ma per chi, nella sua giovane esistenza, non ha visto il ‘68 o era troppo giovane e scanzonato per capire l’89 pareva la più grande rivoluzione. Sul cratere in mezzo alla città è nato un teatro, enorme; checchè se ne dica, pareva qualcosa di maestoso e insolito nella troppo solita Bozen.
È fuori discussione, però, che sia stata la Città nuova ad avere maggiore risalto nella programmazione urbanistica degli ultimi 10 anni. Con decisioni coraggiose, si sono tolte le macchine da Piazza Tribunale e Piazza IV Novembre, ora due fiori all’occhiello. Per non parlare della graduale risistemazione di Via Roma e dintorni: perché [se lo ricordino bene gli abitanti] con la Fiera tra le calcagne erano pochi quelli veramente contenti. Nella zona industriale la situazione è migliorata in modo esponenziale, con infrastrutture che senza dubbio hanno reso più fluido il traffico dell’area [inoltre, si ricordino tutti che la Zona dell’epoca pre-arginale era una vera tristezza… altro che baretto e nostalgie varie, solo ora essa è al servizio della città].
Ma arriviamo all’oltre Via Roma. Tema spinoso. Sarà perché abito nelle zone [a giudizio di qualcuno] central-residenziali, ma negli ultimi anni vedere il cambiamento che vi è stato nel nucleo centrale di Don Bosco è spaventoso.
Molti avranno capito male. Spaventoso non intende un sentimento negativo, bensì di stupore e meraviglia. Il “ghetto” ha case “popolari” che definirle tali fa accapponare qualsiasi forestiere. E non è la solita frase retorica da campagna elettorale, ma una realtà che sfido chiunque a contestare. A quelli che si lamentano per l’[apparente] inesistenza di Piazza Don Bosco, dico: venite a cercare una piazza tipo Santa Maria in Augia ai Piani o nel mio quartiere. Non la trovate. Infine le nuove aree verdi, la riqualificazione delle passeggiate esistenti e la realizzazione di quella Virgolo-Castel Flavon [più bella del Guncina…].

Non voglio peccare d’orgoglio. Capisco che in molti casi, questi cambiamenti dello skyline della città di Bolzano-Bozen hanno rappresentato un sacrificio. Cantieri, comitati, polemiche: chi ne ha più ne metta.Per me è facile parlare, io abito in centro, a Gries o a Rencio… nossignori, non è così. Il mio discorso disarticolato [dal punto di vista temporale] tiene conto delle emozioni di un bimbo e di un adolescente in una città che è cambiata con me stesso: non prendetelo alla stregua di un manifesto-programma politico, che tenga conto di esigenze sociali, dell’immigrazione, della casa o quant’altro, nonché delle legislature e dei governi comunali. È piuttosto un gioco “visivo” e delle emozioni, forse un po’nostalgico.

A chi impreca contro Silvano Bassetti [assessore all’urbanistica dal 2000] dico: guardate com’è Bolzano ora e com’era 5-10 anni fa. Siete ancora convinti che le Semirurali fossero da lasciare, per sacrificare magari la campagna?? O che si potesse rinunciare agli spazi verdi dell’Isarco [proseguendo l’opera ideata da Michele Lettieri sul Talvera] o alle piste ciclabili? Siete convinti che la “periferia” sia stata trascurata o forse vi rendete conto che è proprio l’opposto? [Provate a ragionarci un attimo: il centro storico è quello che nel bene o nel male è stato più lasciato in disparte, anche, banalmente, in termini di arredo urbano: basti pensare alla pavimentazione di Via Portici e Via Museo, o della stessa Piazza Walther. In generale, l’area del centro e il nucleo di Gries necessitano di una tutela e conseguente valorizzazione del tutto particolari, che tengano conto dell’alto valore artistico e turistico, cosa che finora è venuta (in parte) a mancare… tutela degli insiemi inutile???]. Facile è prendersela con il più votato tra gli italiani, con colui che ha ottenuto la fiducia di altri rispettabilissimi e noti architetti, urbanisti ecc., con quello che ha più coraggio di affrontare le lobby economiche e commerciali “tedesche” [SVP, Unione Commercio] e soprattutto italiane [Confesercenti, i vari imprenditori Podini, Tosolini, Tirelli], con la più presente e attiva pedina della giunta Spagnolli. Facile accusarlo di immobilità di fronte ad Oltrisarco [i cui problemi sono indubbi: in primo luogo le polveri delle Acciaierie, ma anche il traffico, la pendenza dell'area di Aslago ecc.] quando lo si insulta quotidianamente in sedi telematiche [il Muro di Radio Tandem] e popolari [assemblee] neanche fosse un mostro.


Chiudiamo questa parentesi poco elegante. Nel 2006 vedremo aprirsi nuove sfide. Il PUC potrà dare slancio a esperienze innovative, come per 10 anni ha permesso il precedente piano [con annessa politica urbanistica]. Come erano impensabili un teatro, un’accademia europea, un’università, moderne zone artigianali, nuovi quartieri [Mignone, Druso, Firmian], nuove strade e parcheggi, nuovi servizi, ora pare un’utopia pensare ad una nuova area ferroviaria, ad un polo della tecnologia a Bolzano Sud, a Casanova con le sue case clima all’avanguardia, ad una metropolitana di superficie, ad un Virgolo nuova terrazza sulla città, ai centri commerciali, alle scale mobili ad Aslago. Come è stato possibile cambiare il profilo cittadino ottenendo oggi un ottimo risultato, è possibile fare lo stesso nel prossimo futuro. Come nel passato in molti non volevano l’Arginale, oggi altri si preoccupano dell’inceneritore. Forse ci vorrebbe lo spirito di un bambino curioso e tranquillo per affrontare il futuro di Bolzano, senza pregiudizi [politici] di sorta, solo con gli occhi di un infante. Sono certo che ci sarebbe più comprensione.»
Valentin[o]
Questo mio commento, inserito nel blog di Silvano Bassetti, ha meritato una menzione "speciale" da parte dell'assessore nel post successivo [ vedi: clicca qui ], in una sorta di "top ten" di ringraziamenti.
Al primo commento urbanistico è seguito un secondo, in cui ho espresso il mio parere favorevole alla struttura delle scuole professionali tedesche di Via Roma (definito "cubo"), sugli ambienti interni dell'Università e su Casanova-Firmian, mentre ho disapprovato l'opinione di taluni sulla necessità di edificare le aree di verde agricolo alla periferia del capoluogo altoatesino.
Seguono qui sotto i link ai due commenti citati sul tema Urbanistica:
[ 1 - Sogno urbanistico ]
[ 2 - Via Roma & l´"ex melo" ]

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