Cultura per Bolzano - Kultur in Bozen
[ foto: © Zippo Zimmermann www.designladen.com ]
CULTURA, IL PIACERE DEL CONFRONTO. Criticità ed opportunità.
«Bolzano è la città della convivenza tra persone di diverse lingue e culture. È pertanto, e deve continuare ad essere, una città votata al pluralismo ed all’incontro. In questo quadro di riferimento la cultura è il terreno di confronto ed incontro privilegiato. I momenti della produzione e della fruizione dei prodotti culturali rappresentano così elementi importanti della qualità della vita e al contempo l’espressione più autentica dell’autonomia e del grado di sviluppo del nostro modello di vita, anche urbano.[...] Appare opportuna l’individuazione di una cabina di regia per la cultura, una struttura quindi che governi l’azione sinergica dei diversi attori istituzionali e dei diversi livelli di governo sia in riferimento al reperimento delle risorse sia al loro impiego. L’obiettivo di medio lungo periodo di questo sforzo congiunto sarà quello di portare Bolzano a diventare Capitale europea della Cultura.[...]
«Bolzano è la città della convivenza tra persone di diverse lingue e culture. È pertanto, e deve continuare ad essere, una città votata al pluralismo ed all’incontro. In questo quadro di riferimento la cultura è il terreno di confronto ed incontro privilegiato. I momenti della produzione e della fruizione dei prodotti culturali rappresentano così elementi importanti della qualità della vita e al contempo l’espressione più autentica dell’autonomia e del grado di sviluppo del nostro modello di vita, anche urbano.[...] Appare opportuna l’individuazione di una cabina di regia per la cultura, una struttura quindi che governi l’azione sinergica dei diversi attori istituzionali e dei diversi livelli di governo sia in riferimento al reperimento delle risorse sia al loro impiego. L’obiettivo di medio lungo periodo di questo sforzo congiunto sarà quello di portare Bolzano a diventare Capitale europea della Cultura.[...]
VOGLIAMO UNA CITTÀ CAPITALE DELLA CULTURA IN EUROPA [...]
1.Portare Bolzano a diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019.
1.Portare Bolzano a diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019.
[...] 10. Il coinvolgimento dell’Università nella valorizzazione del patrimonio e delle iniziative culturali. 11. Proseguimento del progetto culturale del Polo Bibliotecario.[...]»
Linee programmatiche della Giunta Comunale di Bolzano, 2005-2010
[già programma amministrativo del candidato Sindaco Luigi Spagnolli]
[già programma amministrativo del candidato Sindaco Luigi Spagnolli]
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Cultura «La cultura è passione per il sapere e per la memoria. È fattore di crescita e di coesione sociale. Vogliamo far tornare l’Italia ad essere la nazione capitale della cultura. Finanzieremo la cultura, perché per noi finanziare la cultura è finanziare il futuro.»
Programma de l’Ulivo, Elezioni politiche 2006
La ricchezza della cultura
La rinascita culturale come strategia per la crescita.
«Il nostro Paese possiede un’inestimabile ricchezza culturale, che in una società postindustriale può diventare la fonte primaria di una crescita sociale ed economica diffusa. La cultura è un fattore fondamentale di coesione e di integrazione sociale. Le attività culturali stimolano l’economia e le attività produttive: il loro indotto aumenta gli scambi, il reddito, l’occupazione. Un indotto che, per qualità e dimensioni, non è conseguibile con altre attività: la cultura è una fonte unica e irripetibile di sviluppo economico. Tutelare e valorizzare le risorse culturali, armonizzandole con il territorio e con la vita dei cittadini porta benefici evidenti anche all'industria del tempo libero e del turismo. La cultura, al di là del suo valore economico, è quindi un ambito strategico di investimento pubblico ed un ambito produttivo ad alta tecnologia, con un’ampia gamma di professioni specializzate, e che tiene un serrato dialogo con il territorio. Essa va riportata al centro del quadrante del Paese. La cultura e le istituzioni culturali non hanno perciò bisogno di un governo statico con finanziamenti a pioggia, ma di una governance dinamica che tenga conto del loro ruolo nello sviluppo del Paese.[...] Riteniamo che per questo bisogna inserire le risorse culturali nei processi di crescita territoriale e nazionale, qualificare le risorse umane impegnate nel settore culturale, il ridisegnare le relazioni amministrative, introdurre incentivi fiscali, le relazioni con le imprese private. Reputiamo centrale ed irrinunciabile un forte impegno pubblico, anche secondo quanto stabilito dal protocollo sulla “diversità culturale” approvato di recente dall’UNESCO, che invita a prestare attenzione alla diversità dell’offerta di lavoro creativo, al dovuto riconoscimento dei diritti degli autori e degli artisti, alla specificità di beni e servizi culturali che non devono essere trattati come semplici prodotti o merci di consumo.[...]» Per il bene dell’Italia.
«Il nostro Paese possiede un’inestimabile ricchezza culturale, che in una società postindustriale può diventare la fonte primaria di una crescita sociale ed economica diffusa. La cultura è un fattore fondamentale di coesione e di integrazione sociale. Le attività culturali stimolano l’economia e le attività produttive: il loro indotto aumenta gli scambi, il reddito, l’occupazione. Un indotto che, per qualità e dimensioni, non è conseguibile con altre attività: la cultura è una fonte unica e irripetibile di sviluppo economico. Tutelare e valorizzare le risorse culturali, armonizzandole con il territorio e con la vita dei cittadini porta benefici evidenti anche all'industria del tempo libero e del turismo. La cultura, al di là del suo valore economico, è quindi un ambito strategico di investimento pubblico ed un ambito produttivo ad alta tecnologia, con un’ampia gamma di professioni specializzate, e che tiene un serrato dialogo con il territorio. Essa va riportata al centro del quadrante del Paese. La cultura e le istituzioni culturali non hanno perciò bisogno di un governo statico con finanziamenti a pioggia, ma di una governance dinamica che tenga conto del loro ruolo nello sviluppo del Paese.[...] Riteniamo che per questo bisogna inserire le risorse culturali nei processi di crescita territoriale e nazionale, qualificare le risorse umane impegnate nel settore culturale, il ridisegnare le relazioni amministrative, introdurre incentivi fiscali, le relazioni con le imprese private. Reputiamo centrale ed irrinunciabile un forte impegno pubblico, anche secondo quanto stabilito dal protocollo sulla “diversità culturale” approvato di recente dall’UNESCO, che invita a prestare attenzione alla diversità dell’offerta di lavoro creativo, al dovuto riconoscimento dei diritti degli autori e degli artisti, alla specificità di beni e servizi culturali che non devono essere trattati come semplici prodotti o merci di consumo.[...]» Per il bene dell’Italia.
Programma di Governo de L’Unione 2006-2011
Solo buoni propositi da campagna elettorale? Speriamo di no.
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Come fare cultura a Bolzano? Mi trovo di fronte a un bel dilemma.
Non è un ornitologo che vi scrive [nonostante la mascotte"volante"] e neppure un poeta fallito; è un sudtirolese che, per volere del destino, vive a Bolzano, la città delle fusioni e dei contrasti, tra idee e sogni diversi. Una città che, ora come non mai, è in movimento, in fermento, scalpitante. Al cuore pulsante antico e teutonico giunge ancora quel calore mediterraneo trasportato dalle vene che si diramano verso Sud; Bozen, aperta al mondo da secoli, si trova oggi ad affrontare sè stessa, i suoi muri, le sue barriere. Un compito difficile, che vede protagonisti i suoi abitanti, veri artefici della apertura [o chiusura] della porta delle Dolomiti. Il ponte tra Culture rischia di crollare, sotto i colpi impietosi di una politica talvolta totalmente incoerente con la delicata ma ricca Storia della città. Un ponte tra Culture che va al contrario rinforzato, abbellito con il contributo di tutti. Come? Torniamo alla domanda posta all'inizio; è rivolta a voi, bolzanini e non. Una risposta potrebbe essere la seguente: fondare un'associazione culturale, con lo scopo di accedere ai contributi erogati generosamente da "mamma Provincia", per poi vivere, anzi sopravvivere, con il contributo quotidiano di centinaia di (ignari) iscritti paganti.
Perché, invece, non cambiamo lo spirito con cui si affronta la Cultura? Perchè non cogliamo l’attimo? Perchè non approfittiamo della ricchezza culturale dell’Alto Adige?
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Come fare cultura a Bolzano? Mi trovo di fronte a un bel dilemma.
Non è un ornitologo che vi scrive [nonostante la mascotte"volante"] e neppure un poeta fallito; è un sudtirolese che, per volere del destino, vive a Bolzano, la città delle fusioni e dei contrasti, tra idee e sogni diversi. Una città che, ora come non mai, è in movimento, in fermento, scalpitante. Al cuore pulsante antico e teutonico giunge ancora quel calore mediterraneo trasportato dalle vene che si diramano verso Sud; Bozen, aperta al mondo da secoli, si trova oggi ad affrontare sè stessa, i suoi muri, le sue barriere. Un compito difficile, che vede protagonisti i suoi abitanti, veri artefici della apertura [o chiusura] della porta delle Dolomiti. Il ponte tra Culture rischia di crollare, sotto i colpi impietosi di una politica talvolta totalmente incoerente con la delicata ma ricca Storia della città. Un ponte tra Culture che va al contrario rinforzato, abbellito con il contributo di tutti. Come? Torniamo alla domanda posta all'inizio; è rivolta a voi, bolzanini e non. Una risposta potrebbe essere la seguente: fondare un'associazione culturale, con lo scopo di accedere ai contributi erogati generosamente da "mamma Provincia", per poi vivere, anzi sopravvivere, con il contributo quotidiano di centinaia di (ignari) iscritti paganti.
Perché, invece, non cambiamo lo spirito con cui si affronta la Cultura? Perchè non cogliamo l’attimo? Perchè non approfittiamo della ricchezza culturale dell’Alto Adige?
Siamo stolti o miopi? Non sta a me giudicare, ma una cosa è certa: solo un’inversione di tendenza potrà portare i bolzanini alla consapevolezza della propria realtà e a una Storia finalmente condivisa. Comprare un biglietto di teatro non basterà. [Ri]Leggete i post precedenti e fatevi l'idea di come si possa «fare Cultura» senza necessità di chissà quali fondi e "fini di lucro", in modo semplice, divulgativo. Il materiale presente nel sito è già tanto, forse troppo, ma buono; sicuramente è incentrato sui miei principali interessi, ma sempre con un filo conduttore, un'idea di fondo. In futuro potrà ancora spaziare, dalla Politica alla Memoria storica, dalla mineralogia alla gastronomia, dalla letteratura alla musica, dalle gite tra i monti del Südtirol ai viaggi in lontane terre d'Europa, ma l'idea rimarrà sempre quella; portare la "Cultura della Convivenza" di Bolzano-Bozen nelle vostre case, senza ambizioni. Con un occhio di riguardo alla città, nella futura veste di Capitale Europea della Cultura.
La Rosa Bianca - Weiße Rose non esiste ancora, ma con la vostra partecipazione possiamo farla sbocciare. Anche attraverso un'associazione culturale composta da pochi ma buoni amici, che si ritrovano una sera in centro per parlare «del più e del meno». Anche la rete ci viene in soccorso. Il risultato di tale esperienza può infatti confluire in questo blog, il mezzo di diffusione delle nostre opinioni più svariate. Oppure percorrere la via opposta: il blog Vajolet pensato come punto di partenza per uno scambio di battute, per poi passare ad un vero e proprio dibattito, coinvolgendo altri inaspettati net-surfer. Ripeto: senza troppe pretese.
La Rosa Bianca - Weiße Rose non esiste ancora, ma con la vostra partecipazione possiamo farla sbocciare. Anche attraverso un'associazione culturale composta da pochi ma buoni amici, che si ritrovano una sera in centro per parlare «del più e del meno». Anche la rete ci viene in soccorso. Il risultato di tale esperienza può infatti confluire in questo blog, il mezzo di diffusione delle nostre opinioni più svariate. Oppure percorrere la via opposta: il blog Vajolet pensato come punto di partenza per uno scambio di battute, per poi passare ad un vero e proprio dibattito, coinvolgendo altri inaspettati net-surfer. Ripeto: senza troppe pretese.
Buona Pasqua! Frohe Ostern!
Valentin[o]
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2 comentars | 2 Kommentare | 2 commenti
[off topic] (mi perdonerai)
Mi accorgo solo ora dell'esistenza del tuo blog. E non solo! Mi hai anche linkato!!
Ho ricambiato il link.
A prestissimo su questi schemmi (quindi)
ciao
Carlo B.
Più che perdonato...
e grazie del link su www.carlobassetti.net!
Ciao e a presto!
Valentino
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