Elogio del primo della classe
Esistono alcune categorie di persone geneticamente invise agli italiani: come i padroni di casa, gli esattori delle tasse, i primi della classe. Sugli altri due non ho esperienza diretta. Ma sui primi della classe sì. Soprattutto perché, a scuola, appartenevo alla categoria diametralmente opposta. E nutrivo una forte antipatia per coloro che, seduti sui primi banchi, arrivavano sempre coi compiti fatti, rispondevano a tono nelle interrogazioni, prendevano buoni voti nei compiti in classe e, spesso, si rifiutavano di "passare" la versione o la soluzione del problema.
Naturalmente questi sentimenti di avversione erano condivisi dalla maggioranza della classe, costituita da neghittosi, indisciplinati, ignoranti cialtroni. Come me.
Oggi però, dopo aver passato buona parte della vita immerso in un popolo di ultimi della classe, furbastri, arroganti, disonesti e pigri, sempre lieti di "fregare il professore", di copiare il compito, di far sega a scuola, di vessare i secchioni e gli sgobboni, debbo ritornare sulle mie idee.
Il dramma del nostro popolo non è solo quello di essere costituito da ladri (come hanno deciso gli inglesi) o da stupidi come han dichiarato in un sondaggio di qualche anno fa i giapponesi: la mentalità imperante da noi è proprio quella degli ultimi della classe, posizione che sta puntualmente affermandosi anche a livello europeo. Se mettete piede, ad esempio, nei palazzi del parlamento europeo a Strasburgo o a Bruxelles vi accorgerete come gli italiani (salvo rare e lodevoli eccezioni) siano abbondanti a livello di uscieri, fattorini, faccendieri e trafficoni, mentre salendo un po' su (anche per la cronica incapacità, tipica degli ultimi della classe, a parlare qualche lingua) i nostri concittadini lascino il posto a olandesi, lussemburghesi, tedeschi, francesi, inglesi, ecc. ecc.
Ma è così in tutto: l'evasione fiscale, di cui deteniamo il record in Europa, cos'altro è se non il non fare i compiti? E la deturpazione del paesaggio e dei monumenti, arte in cui siamo maestri, non richiama forse i banchi incisi e martoriati delle ultime file?
E la superficialità, il pressappochismo, la disonestà, il dispregio delle regole e delle leggi (dall'uso delle cinture di sicurezza e del casco all'abusivismo edilizio) non sono proprio i comportamenti tipici di quel gruppo di imbecilli che ridacchia nelle ultime file in tutte le classi italiane? E come mai il suggerire le risposte e il copiare dagli altri da noi è tollerato e scambiato per una forma di solidarietà mentre in tutti gli altri paesi civili è considerato una forma grave di disonestà? "Chi è
disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto" ammonisce Gesù (Luca 16, 10-15).
Infine lo sport. Chi ricorda la bella vignetta di Novello in cui si vede la classe sghignazzante davanti agli insuccessi atletici del primo della classe, gracile e occhialuto, potrà capire perché il nostro unico vanto nazionale siano i successi nello sport, attività in cui, a scuola, anche i somari eccellevano.
Da queste premesse discende una doverosa riabilitazione dei primi della classe: onesti, coscienziosi, ligi alle norme, gli unici in grado di riscattare questo paese dal degrado in cui i furbi, i negligenti, i marpioni, ad ogni livello, lo stanno precipitando.
Insomma, facciamola finita, una buona volta, con l'ammirazione omertosa e complice per gli infami Franti e riabilitiamo finalmente l'operoso, onesto e altruista Garrone.
*Presidente e tra i fondatori del WWF Italia [ vedi ]
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